martedì 3 novembre 2009


E' da un pò di giorni che sto cercando di farmi un'opinione sul caso Marrazzo.
La mia opinione non verte sulla scelte private di quest'uomo, ma sugli effetti
del crollo della credibilità che può investire chiunque si presenti come un modello,
disatteso.

Già gli Antichi conoscevano bene questo rischio.
Fedro, autore delle Favole:
" Chi ha perduto l'autorità che aveva prima, diventa nella disgrazia
bersaglio anche dei vili".


Nella mia mente, il nome Marrazzo è associato a Giuseppe Marrazzo (padre).
Giornalista emerito e scrittore de "Il Camorrista", un libro antenato di Gomorra di Saviano.


Il nome Marrazzo (nel padre, e solo negli intenti del figlio) era legato a parole come "Verità, Inchiesta, Analisi, Difesa del debole".


Leggiamo il ritratto che Piero (figlio) fa di sè stesso sul sito www.pieromarrazzo.it:
"Due o tre cose che so di me.

La famiglia è la mia vera grande passione. Con le mie tre figlie e mia moglie (ho omesso i loro nomi per pudore, ndr), passo tutto il mio tempo libero. ... ...ecc.ecc.


Rifletto sul fatto che, paradossalmente, queste rivelazioni (nel senso più proprio del termine, questi cioè svelamenti oltre l'apparenza data) ci indichino il grosso divario tra l'Immagine reale di una Persona e l'Immagine che si vuole trasferire all'esterno.

Lo stesso discorso è esteso anche al nostro Presiente del Consiglio.


Rifletto sulla distinzione tra l'onère della Notizia e il dolore causato alla fitta rete di persone che circondano l'oggetto della Notizia. (volutamente non ho usato la parola "soggetto").


Rifletto sul Potere delle Parole.

Solo una mano d'angelo
intatta di sè, del suo amore per sè,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perchè vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto dle proprio fratello!
E dunque, soltanto la mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.


Fisicamente, in questi giorni, si è spenta la poetessa Alda Merini. La sua Voce però è destinata a rinvigorirsi nel Tempo, di coloro che avranno voglia di sperimentare le pieghe più profonde e arzigogolate della Natura Umana, senza schifarsi, senza giudicare.

Alda Merini è la Voce incrinata della Malattia e della Piccolezza nel Mondo. Due Compagne che spalancano risolute le porte di Qualcosa di Antico e Conosciuto che, oggi, decifrano solo i reietti.

La parola ebraica Attàh, "Tu", scandisce la preghiera e ritma le benedizioni, facendo seguito immeditamente a Barùkh ("Benedetto sei Tu"...). Anche una parola apparentemente semplice come attàh non è priva di significati teologici...Le prime due lettere di attàh sono alef e tav. Queste due lettere sono la prima e l'ultima dell'alfabeto ebraico; segnano l'inizio e la fine e perciò - come insegnano i maestri della tradizione qabbalistica - rappresentano l'intera Creazione. Tutto ciò che è stato, è e sarà accade attraverso le lettere alef e tav, ne porra il sigillo. Ma messe l'una accanto all'altra, le due lettere danno "et", la particella usata in ebraico per il complemento oggetto. Tutto resterebbe inanimato se in attàh non ci fosse la terza lettera, la he, quasi solo un soffio, che rinvia al Nome di D-o. La he finale è l'anima della parola attàh, è il soffio che...ci porta all'esterno, ci fa uscire dal nostro sè, ci congiunge con l'Altro e segna anche così il passaggio dal rapporto con l'oggetto inanimato a quello con un altro soggetto, o meglio il Tu.

Questo vuol dire che attaàh è una parola sacra. Nel Tu, che rivolgiamo quotidianamente agli altri, risuona il "Tu eterno" che rivolgiamo a D-o nella preghiera... .

Donatella Di Cesare, filosofa.

venerdì 30 ottobre 2009

"La felicità non si trova in qualche luogo lontano, è proprio nel posto dove siete. Piuttosto che cercarla da qualche parte oltre l'orizzonte, il Buddismo di Nichiren ci insegna a trasformare le nostre famiglie e il luogo in cui stiamo ora in un lussureggiante giardino di felicità. Voglio che ognuna di voi diventi felice, a qualunque costo, affrontando le dure sfide della realtà, elevando la propria condizione vitale e trasformando il veleno in medicina. ... Una delle cose che decisi nella mia giovinezza era che, ... , qualunque cosa fosse accaduto non me ne sarei mai lamentato. Le idee costruttive sono importanti, ma brontolare e lamentarsi non porta da nessuna parte. Più diamo voce ai nostri pensieri negativi, peggio ci sentiamo e più perdiamo la volontà di agire. Inoltre, lamentarsi è come rendere pubblico che siamo individui miserabili, deboli e impotenti, sminuendo così il nostro valore e il nostro carattere. La lamentela scoraggia anche coloro che ci circondano, smorzando il loro entusiasmo e la loro determinazione a progredire. Perciò cancella i nostri benefici e la nostra fortuna. Nichiren dice che quando sorgono le difficoltà "il saggio si rallegrerà mentre lo stupido indietreggerà". Affrontiamo tutto ciò che ci succede con compostezza e agiamo con vigore e coraggio."Daisaku Ikeda

mercoledì 28 ottobre 2009



Grazie a questo strumento e alla paziente capacità di osservazione di Galileo Galilei, il nostro modo di concepire l'universo, e la Terra in relazione all'Universo, è mutato radicalmente.
Forse, il nostro spaesamento di esseri umani è nato da qui,
forse no.
Comunque, comprendere che la Terra non era immobile, anzi che ruota su se stessa ed orbita intorno al Sole, ha avuto degli effetti incredibili sulla storia dell'Uomo.
Per questo sono molto contenta di segnalarVi l'inaugurazione della mostra "il Telescopio di Galileo" a Roma dal 31 ottobre al 6 gennaio 2010 nella sede di Palazzo Incontro.
E' solo un oggetto questo o il simbolo dell'uomo che varca progressivamente i limiti della Conoscenza?
Eheheheehe!!!
Era una domandina retorica :-)))
Il Telescopio di Galileo
Roma
31 ottobre 2009 - 6 gennaio 2010
Sede Palazzo Incontro
P.s Galileo ha anche insegnato a Padova. Per me, è sempre una grande emozione passare davanti alla sua casa, chiusa e francamente un pò malandata, con una freccia marrone ad indicarne il passaggio...



Spero di essere in tempo per segnalarvi un evento che riguarda la Giordania e al quale siamo invitati direttamente dalle Loro Maestà Re Abdullah II ibn Al Hussein e dalla Regina Rania Al Abdullah.
Anche questo percorso conoscitivo che si snoderà tra la Galleria Viadante, Via Dante e Galleria Meravigli a Milano rientra nel grande intento divulgativo, e se vogliamo "ecumenico", della regina Rania, ambasciatrice di una "modern country with anciente culture" (nazione moderna con una cultura antica). La mostra sarà un'esperienza molteplice che investirà vista, olfatto e gusto.
Credo sia un appuntamento importante per comprendere come una nazione in cui vivono il 92% di musulmani guidati da leader illuminati possa assumere gli aspetti di un paese moderato e liberale. Il ricavato andrà a favore delle donne e bambini della Jordan River Foundation.
Unveiled Jordan
Milano 21-30 ottobre 2009
Galleria ViaDante 14
Via Dante
Galleria Meravigli

domenica 25 ottobre 2009



Una notiziona, eppure passata sotto silenzio.
Apre a Roma, al Vittoriano, il primo MUSEO NAZIONALE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA.
In mostra, 600 oggetti, donati anche da privati, che verranno sostituiti ogni sei mesi, per dare visibilità e voce all'immenso patrimonio di sofferenza, battaglia e voglia di sopravvivere di uomini e donne italiane che hanno lasciato la propria terra per cercare dignità (e felicità).
Anch'io sono un'emigrante (non emigrata, perchè il mio viaggio non è ancora finito).
Seppur privilegiata, sono partita dalla Puglia e sono arrivata qui in Veneto, senza conoscere nessuno, solo con la speranza di costruire la vita con le mie capacità.
Quando si è fuori dal proprio ambiente, le umiliazioni rappresentano l'ordito intrecciato alla trama delle proprie giornate.
Per questo, almeno in questo blog, ci sarà sempre spazio e voce per chi vorrà accogliere non lo Straniero, ma la Persona che ci nasconde dietro quella stramaledetta etichetta.





La Masseria delle Allodole
è un film che dovrebbe essere proiettato agli angoli delle strade, negli aeroporti, nei supermercati, nelle scuole, persino nelle parrocchie, tra un sermone e l'altro, oppure prima dell'innalzamento del Corpus Christi.
E' un film pedagogico che racconta dell'eccidio degli Armeni, da parte dei Turchi.
Nasce dall'omonimo romanzo di Antonia Arslan
Dovrebbe essere visto e rivisto, anche qui a Padova, nel 2009, per comprendere a quale deriva animalesca riportano il razzismo e l'odio cieco verso le minoranze e gli stranieri.
Guardatelo.
 

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