lunedì 22 febbraio 2010





























Keith Haring, dai tratti semplici-spessi-lineari e complessi
insegna la fluidità del disegno e del movimento delle figure che sembrano qualcosa

in generale, e si rivelano tutt'altro in particolare.
Per vivere l'illusione giocosa con Haring, cliccare qui.

martedì 9 febbraio 2010


Sto provando a fare chiarezza...

Mi aggiro con una luce fioca tra gli angoli oscuri di me stessa

Fioca per non ferirli...

Fioca per ammansirli...

Fioca per scioglierli
come trecce carezzate da un'intrepida onda marina

domenica 7 febbraio 2010


Vestiti regali, grandi scenografie,
le prove per la sincronia dei
movimenti...
Eh, ragazzi, una prima è pur sempre
una prima...

Ed è
la prima dell'opera
per
eccellenza:
A - I - D - A!









Un'antica rivelazione per me scoprire
le emozioni dipinte sui volti di questi
unici attori di legno, volgarmente detti
marionette.



E sono loro, gli attori a basso costo,
ma dalle enorme potenzialità, la
passione di Carlo Colla & Figli.
Questo nome da antica e borghese
ditta di famiglia, è uno degli emblemi
in Italia degli spettacoli di marionette

a cui Milano dedica una mostra



visitabile anche nel sito www.marionettecolla.it





















Ed ecco comparire la Storia e la Letteratura nelle vesti
del vescovo di Sant'Ambrogio,
in Lucia dei Promessi Sposi,
o nei personaggi popolari delle storie lombarde.

E poi lui, l'uomo che muove i fili,
che trasforma un pezzo inanimato
come è un burattino in un grande
interprete, capace di farci imparare
e sognare ad occhi aperti, come
bambini.


martedì 2 febbraio 2010


Spalleggiami...
Dai, provaci!

Stai al mio fianco
e segui il movimento che sopraggiunge dalle viscere

Ascolta il calore del mio corpo
e apri le tue mani al mio sentire

Sono pronta per riceverti

sabato 30 gennaio 2010


"Alla confluenza di due mari".

E' questo il titolo della mostra antologica

organizzata a Siena

per consolidare la conoscenza

di un artista,

uomo di crocevia,

Ali Hassoun.





I simboli,
quelli della tradizione islamica
di nascita,
e quelli dell'Occidente di
adozione,
si mescolano.
E...sorpresa sorpresa,
non c'è opposizione.






L'uomo impersonale,
che diviene impersonale secondo
alcuni canoni,
si incontra con lo sguardo un pò
imbarazzato e col grande copricapo
della quotidianità africana,
nella pienezza di una donna morbida
ed adornata.




E in alcune piazze, dove le statue-omaggio ad idee e battaglie ormai non hanno più volto,
in ginocchio, senza mostrare il volto, alcuni uomini pregano.



Ed eccola,
la nuova Venere,
donna del sincretismo
tra
scrittura antica
e
andamento da vip.








La destrutturazione
dei valori occidentali
è guardata con un attimo di
esitazione da una donna
che l'acqua deve ancora andarla
a prendere a piedi.








mercoledì 27 gennaio 2010

Devo subito dire che ho uno strano modo di "selezionare" i ricordi.

Un pò come le persone anziane, ricordo benissimo particolari insignificanti, mentre (con grande sconcerto di persone che hanno condiviso con me eventi che sembravano eccezionali), riservo ai punti di svolta della mia vita solo confusi e labili ricordi.

Filtro la memoria in base alle emozioni.


Di solito, a 19 anni si pensa a divertirsi.
Io, a 19 anni, volevo andare a Gerusalemme.


Di tutti i viaggi che avevo fatto fino a quel momento, la città di Gerusalemme è stato il luogo che più ha inciso nella mia Immaginazione e nel mio cuore.

Si dice che ogni pietra parli a Gerusalemme.
A me, parlarono i resti della sinagoga di Cafarnao. Boh, non so perchè, scoppiai a piangere come se qualcuno avesse sciolto nel mio cuore un nodo che non lasciasse passare aria.

E mi parlò anche il Memoriale dei Bambini allo Yad Vashem.

Una grande stanza in penombra. Silenzio.
E poi una voce che faceva l'appello dei bambini.
Un appello lunghissimo, interminabile.
Ogni bambino chiamato rispondeva non con la mano alzata e chiassosa dei mociosetti a scuola,
ma con il suo sguardo, muto, diretto, accecante
della propria immagine proiettata sul muro.




E poi, un coro di fiammelle che danzavano in alto, sempre più in alto, in una bellissima disposizione armonica, geometrica, lenta, ascendente.



Alle fronde dei salici
di Salvatore Quasimodo


E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso su quel palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano livi al triste vento.


martedì 26 gennaio 2010

Prima di essere "animali sociali", noi tutti siamo
"animali sessuali". Partendo da una considerazione di
tipo biologico-evolutivo,l'enorme talento di sceneggiatore
di Alan Ball produce un film shock. Dove lo shock (quel micro-spostamento di pensiero, come un sommovimento tellurico interiore) è dato dalla vista dell'ovvio, nascosto nello spettacolare.
Mi spiego.
Niente velo per Jasira racconta la storia di una tredicenne, figlia di un padre libanese e di una madre irlandese, che scopre, attraverso le attenzioni del compagno della madre, le prime sensazioni legate al sesso.
Con l'intento di proteggerla, Jasira viene spedita dalla madre a vivere con il padre, un uomo ben integrato nella medio-alta società americana dal punto di vista lavorativo, e profondamente attaccato ai modelli culturali del suo paese di origine.

L'innocenza di Jasira e la pressocchè totale assenza di figure adulte, portano la ragazza ad interfacciarsi con il sesso senza alcun filtro salvifico. Al contrario, l'unico adulto vicino alla ragazza, il sig. Vuoso, approfitta della mancanza di esperienza di vita (sessuale) di Jasira.

Il sesso, anche le immagini più forti come quelle della deflorazione della ragazza, è solo la spina dorsale del fim, da cui si dipanano tante importanti ramificazioni.

Il sesso serve infatti a raccontare le diverse culture. E' la lente di ingrandimento che racconta i costumi della società americana e libanese (almeno di una parte di esse).

Il sesso racconta anche le divisioni tra culture.
Il padre di Jasira, che subisce il razzismo a causa della sua provenienza medio-orientale, è a sua volta razzista nei confronti del boyfriend di Jasira, Thomas, un ragazzo di colore.

Il sesso in questo film racconta anche qual'è la vera pornografia: non quella dei giornaletti con le donne nude,
ma quella perversa di adulti che proiettano le loro deformazioni sui ragazzi, e poi, quella più sublime raccontata da Alan Ball, l'atteggiamento pornografico degli adulti che si disinteressano delle responsabilità educative che hanno nei confronti dei figli, semplicemente sparendo, non essendoci quando dovrebbero fornire delle chiavi interpretative della vita.

Ultima cosa: uno sguardo alle locandine del film.
Quella italiana (sempre una delusione queste locandine italiane!) punta tutto sulla sessualità (vedi labbra carnose in primo piano, bocca semiaperta e vabbè).

La locandina americana raffigura Jasira sola per strada.
Rappresenta cioè l'intero significato del film (non solo quello apparente!).
In più il titolo originale è fortemente simbolico: TOWELHEAD, è il termine razzista con cui vengono indicate in America persone di provenienza medio-orientale
(lett. testa di tovaglia, ad indicare il turbante portato in molti paesi orientali).

P.s. Il film è basato sul romanzo "Beduina" scritto da Alicia Erian (Adelphi)

lunedì 18 gennaio 2010


Sono assalita da gelidi brividi
quando mi soffermo a guardare questa triste razza umana

Vedo il vuoto negli occhi
Ascolto l'assenza di significato che scivola sotto la soglia delle parole

Arriva al cuore
Bussa alla mente

Un serpente a sonagli che si insinua nella scatola cranica
pronto ad attaccare alla prima distrazione
 

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